Come avete vissuto il Lockdown? Le vostre considerazioni

Il ricordo di una primavera diversa dal solito

Ormai per noi è normale. La pandemia sta diventando una condizione quasi normale. È normale uscire di casa e indossare la mascherina. È normale non stringere più la mano. È diventato normale seguire le lezioni online, evitare i mezzi pubblici, non abbracciarci. È normale nel senso che siamo fatti così: l’essere umano, alla fine, si adatta. Si chiama spirito di adattamento, quello che ci permette di aderire alle situazioni complicate, e proprio in quelle riscoprirci forti.

È normale, ma speriamo possa presto diventare un lontano ricordo. Speriamo di poter tornare ai concerti, ai treni pieni di gente (che ci stanno quasi iniziando a mancare!), ad arrabbiarci perché le aule dell’università non hanno abbastanza posti a sedere e dobbiamo sederci per terra. Ci manca uscire fino a tardi, senza preoccuparci del coprifuoco, senza il timore di dare un bacio, un abbraccio, di vedere un viso senza mascherina. Ci manca, la nostra caotica, piccola, imprevedibile quotidianità.

Noi de La Volpe vi abbiamo chiesto due cose. La prima domanda è stata: “come avete vissuto lo scorso lockdown?”. Sì, perché il lockdown ha messo a dura prova le nostre menti. Ma questo significa anche che ci ha fatti crescere. Ci ritroviamo più maturi, più consapevoli, più capaci di apprezzare le piccole cose a cui non davamo importanza. Un tramonto, il rumore della pioggia, la telefonata della buonanotte. La bellezza di riscoprire che le cose più belle ed importanti, in fin dei conti, non sono mai cose, ma sono emozioni. Ci siamo sentiti soli, ci siamo scoperti fragili. E poi incredibilmente forti.

Come hai vissuto lo scorso lockdown?

Queste sono state le vostre risposte.

Mi ha insegnato a non fuggire”. Perché alla fine, fuggire non serve. “Caelum, non animum mutant qui trans mare currunt” (“Non mutano il loro animo, ma solo il cielo [sopra la loro testa] coloro che attraversano il mare”), scriveva il poeta latino Orazio. Paradossalmente, il lockdown è stata l’occasione di stare con noi stessi, senza possibilità di fuggire, cosa che tendiamo a fare ogni volta che il rapporto con il nostro io diventa troppo difficile. Puoi eliminare ogni rapporto negativo e ogni persona che ti ferisce dalla tua vita; l’unica persona di cui non puoi fare a meno, sei tu. Ecco perché il rapporto con noi stessi è talvolta così complesso, insostenibile. Il lockdown ci ha costretti ad un dialogo interiore. E forse abbiamo scoperto tantissime cose su di noi, cose che non avevamo idea di essere.

È stato un’occasione per investire su me stesso”. In molti avete risposto così. Il lockdown vi ha permesso di focalizzarvi sui vostri obiettivi, vi ha dato il tempo e lo spazio per decidere dove volete arrivare. Studiare di più, lavorare di più, amare di più. Ristabilire le giuste priorità. Metterci in discussione, fare una pausa, ricominciare da noi.

“Mi sono sentito solo”, “Ho sviluppato stati di ansia”, “Mi sono abbattuto molto”. C’è stato anche questo lato del lockdwn. Lo abbiamo vissuto un po’ tutti, chi più chi meno. In molti ci siamo sentiti meno produttivi, abbiamo faticato a trovare un nuovo ritmo. Abbiamo cambiato strada, forse. Probabilmente abbiamo davvero capito qual è la nostra strada giusta. Qualcuno, infatti, ha scritto anche: “Focus sui sogni”.

La seconda domanda che vi abbiamo fatto è stata: come vi fa sentire l’eventualità di vivere un nuovo lockdown? Per ora, non sembrerebbe esserci nell’aria l’ipotesi di un lockdown totale. Ad ogni modo, le vostre risposte sono state molto varie. C’è chi ha ammesso di andare in ansia e nel panico alla sola idea. D’altra parte, c’è anche chi ha rivelato che, nonostante la situazione sarebbe difficile, farebbe di tutto per sfruttare il tempo in modo utile e produttivo. La paura del futuro, quella resta. Una paura da sempre ineliminabile ed inevitabilmente amplificata nei periodi di crisi. Per questo ci sentiamo di dirvi: pensiamo al presente. Pensiamo all’oggi, alle piccole gioie che ci circondano. Guardiamo più tramonti, e tutto sembrerà, almeno per qualche istante, tranquillo. E concentriamoci su noi stessi, perché, in una situazione del genere, il lavorare su se stessi è l’unica cosa che può davvero fare la differenza.

Articolo a cura di Esmeralda Moretti

Immagine: Pixabay

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