L’Aperi-Libro: Riccardo Magni e la sua raccolta di poesie “Humanitas”

“La poesia deve colpirti quando la leggi, deve lasciarti il segno, deve essere d’impatto”

Noi de “La Volpe” abbiamo avuto l’occasione di intervistare Riccardo Magni, giovane poeta emergente, che ha appena pubblicato la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Humanitas”, con la casa editrice Prometheus.

BIO AUTORE: Riccardo è nato a Milano nel 1998, ha ventidue anni, vive ad Abbiategrasso e studia lettere classiche presso l’Università degli Studi di Milano. Appassionato di poesia e letteratura antica, studia musica e teatro, oltre a svolgere attività di volontariato.

Riccardo Magni

Riccardo, come è nata la tua raccolta?

Avevo una raccolta di poesie nel cassetto, e ho iniziato ad avere la voglia di vederla pubblicata. È successo tutto un po’ per caso: cercavo delle case editrici che potessero rispecchiare lo stile della mia raccolta. Così, ho avuto la possibilità di conoscere la casa editrice Prometheus. Ho deciso di mandare la mia raccolta, e dopo pochi mesi mi hanno risposto: la raccolta era stata valutata positivamente e volevano pubblicarla, perché era perfettamente in linea con il loro credo umanistico e classico.

Quanto tempo hai impiegato a scriverla?

Ci è voluto all’incirca un anno: ho iniziato a scrivere alcune poesie, così, perché mi sentivo ispirato. Man mano che scrivevo, trovavo un filo conduttore. Così è nato il progetto di un vero e proprio libro di poesie, che non fosse solo una raccolta di componimenti sparsi ed eterogenei, ma un’opera organica. Questo è Humanitas

Il libro si articola in un’introduzione e in quattro sezioni. La prima si chiama Mimesis e riguarda la consapevolezza artistica dell’uomo. 

La seconda sezione si chiama Mediterraneo. L’ambiente del Mediterraneo è quello che studio da anni in quanto studente e appassionato di lettere classiche. Il Mediterraneo è un mosaico di culture che apprezzo particolarmente. Questa sezione riguarda prevalentemente l’uomo antico. C’è un’aura di tipo mitologico, riferimenti ai classici greci e latini, che per altro pervadono l’intera raccolta. Il contatto dell’uomo antico con la natura vissuta in modo idilliaco.

La terza sezione si chiama Esodi, e qui mi soffermo sui fenomeni delle migrazioni, intesi come fenomeni che l’uomo ha sempre conosciuto, a causa del suo carattere primigenio che fa di lui un “cittadino del mondo”, come diceva Diogene. Viaggi, navigazioni verso nuove terre, un nuovo futuro.

L’ultima sezione l’ho intitolata A me stesso. È la sezione più personale. Qui parlo di un cammino individuale che si inserisce all’interno del tutto e della comunità.

Come hai vissuto la prima esperienza editoriale?

Con immensa gioia. Ho incontrato persone stupende all’interno della casa editrice. È bello avere un contatto diretto con professionisti del settore, che investono sul tuo potenziale e sono pronti a credere in te e supportarti. Ho incontrato le persone giuste, che mi hanno dato fiducia per questa prima pubblicazione. 

Quali sono le poesie più importanti per te?

Sicuramente Mediterranea, che apre la sezione Mediterraneo, e credo sia un po’ un manifesto di poetica. C’è l’uomo antico, l’uomo contemporaneo, il tema della natura, il tema del viaggio, il tema dell’amore. Una poesia che può essere presa come emblema della raccolta.

Un’altra a cui sono molto legato è il De Amicitia, il cui titolo riprende un celebre scritto di Cicerone. È la dedica ad un’amica, e c’è tanto di me e della mia vita all’interno di questa poesia.

Come mai hai scelto di esprimerti proprio mediante la poesia?

La poesia secondo me è fantastica per la sua immediatezza e per il fatto di saper dire in poche parole qualcosa che invece è molto più grande. E poi adoro il lavoro ermeneutico ed interpretativo da parte del lettore. Talvolta il non detto, dice in realtà molto. Vivo la poesia come un prodotto di ispirazione che non si può comprendere fino in fono. La poesia deve colpirti quando la leggi, deve lasciarti il segno, deve essere d’impatto. 
Trovate le poesie di Riccardo sulla sua pagina Instagram @riccardomagnipoesia e potete ordinare la vostra copia di Humanitas cliccando qui:  https://www.ibs.it/humanitas-libro-riccardo-magni/e/9788882202705

Articolo a cura di Esmeralda Moretti

Di seguito, due poesie di Riccardo tratte dalla sua raccolta:

Mediterranea
Case bianche sulle sponde assolate,
ali spiegate nell’antica luce
tra il bianco e l’azzurro del mare.
La tua voce giunge come un canto di vita
sulle onde e nell’arsura del meriggio,
mentre tessono le tue dita la veste nuziale.
Danzano gli zingari tra i fuochi della spiaggia,
salutando così la festa del giorno
che cela il suo volto al di là delle stelle.
Il tramonto riconduce al focolare le membra stanche
e su un giaciglio di foglie osservi il volto della luna
che si specchia serena sull’acqua materna,
mentre navigano le barche verso terre lontane.
Tra gli ulivi e gli allori suona la tua lira,
vibra di parole il bianco tuo seno,
la rossa tua bocca che canta,
e mi sento connesso ad ogni nota
che lega la mia anima alla tua.
Cerco nel sorgere del giorno
il pensiero d’antichi padri
tra i volumi della tua biblioteca,
l’essenza della vita colta nell’umanità primigenia.
Mediterranea.
Parlami di albe e di tramonti,
di musica, di filosofia e di poesia.
Parlami di tutta la verità più bella
che il nostro cuore
berrà dalle accecanti labbra della luce.

De amicitia
A te, te che seduta sull’erba mi parlavi
delle tue speranze e delle tue fantasie;
te che sei stata la prima parola d’amore
che mi sia stata sussurrata nella luce del mattino;
a te e ai nostri dialoghi usati come ponte
per attraversare le distanze del mare;
ci siamo stretti a lungo su questa terra
trovando il significato nell’istante di un respiro.
Abbiamo passato troppo tempo
a perdere tempo, abbiamo passato
troppo tempo a cercare il tempo
ed ora che ci troviamo un po’ più lontani,
è come se il cuore ti avesse ancora più vicina,
è come se in quella nostra foto incorniciata
nella lignea cornice colorata
ancora potessi toccare e ancora potessi parlare
alla verità del nostro sorriso.

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