Alimentare la fiamma dei Diritti Umani: oggi più che mai

In occasione dell’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, una riflessione tra passato, presente e futuro

È il 10 dicembre 1948 quando l’ONU approva e proclama la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Il testo è composto da un preambolo e trenta articoli, che hanno lo scopo di garantire che la dignità di ogni uomo o donna non venga mai più calpestata o messa in discussione.

Il documento è stato scritto allo scopo di evitare che le atrocità accadute durante la Seconda guerra mondiale possano ripetersi.

Il preambolo recita:

«Il disconoscimento ed il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità».

Dichiarazione universale dei diritti umani. Per il testo completo clicca QUI.

Proprio per questo è essenziale che «i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione».

La Dichiarazione del 1948 segna la vittoria di una guerra durata secoli.

Siamo nel 1789, la Rivoluzione francese ha stravolto ogni ordine precedente e acceso nuove speranze. È allora che viene scritta la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino“, impregnata di tutti gli ideali della Rivoluzione e del sangue di chi si è sacrificato per una società più giusta, più libera, più uguale. Siamo nel 1789, il traguardo da raggiungere è già chiaro, il tratto di strada da percorrere ancora lungo e tortuoso. Siamo nel 1789 quando vengono messe nero su bianco queste parole:

“I rappresentanti del popolo francese costituiti in Assemblea Nazionale, considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti dell’uomo sono le uniche cause delle sciagure pubbliche e della corruzione dei governi, hanno stabilito di esporre, in una solenne dichiarazione, i diritti naturali, inalienabili e sacri dell’uomo, affinché questa dichiarazione costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, rammenti loro incessantemente i loro diritti e i loro doveri”.

Dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Trovi il testo completo cliccando QUI.

A tale dichiarazione di intenti, seguono diciassette articoli che mirano a disegnare un nuovo modo di stare insieme, un nuovo modo di essere uomini. Un nuovo modo di essere liberi.

Gli stessi ideali e aspirazioni all’uguaglianza che avevano risvegliato le coscienze già tra le righe della “Dichiarazione d’indipendenza americana” del 1776:

“Noi teniamo per certo che queste verità siano di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono creati eguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di certi Diritti inalienabili, che tra questi vi siano la Vita, la Libertà ed il Perseguimento della Felicità”.

Per il testo completo della Dichiarazione d’Indipendenza americana clicca QUI.

La Storia ci insegna che individuare un obiettivo comune, è semplice. Più complesso è stringersi le mani e mirare, insieme, al suo effettivo raggiungimento. Rialzarsi insieme dopo le inevitabili cadute. Trovare un punto di contatto che sintetizzi le divergenze, valorizzandole tutte, senza appiattirle. Infiammare gli animi è un attimo. Gli ideali hanno in noi la strana capacità di cospargerci di benzina; basta poi qualche parola giusta, pronunciata al momento giusto e con l’intonazione giusta. È quella la scintilla che innesca l’incendio. A volte occorre però ricordarsi che gli incendi non lasciano altro che terra bruciata, desolazione e secchezza. Ecco perché non bisogna farsi infiammare dalle idee, dimenticandosi della concretezza, della quotidianità, di ciò che si fa ogni giorno.

Siamo umani: all’inizio di ogni cosa siamo per natura mossi dall’entusiasmo. La novità, il brivido, l’emozione del cambiamento. In questo siamo bravissimi: accendere il fuoco, osservare una fiamma che, da piccola quale era, divampa sempre di più.

Poi, però, succede che ci abituiamo, a quella fiamma. Ci annoia guardarla ardere sempre nello stesso modo. Sempre bella, sì, ma ormai prevedibile. E siamo capaci di annoiarci anche delle cose belle, perché le diamo per scontate, ci dimentichiamo com’era quando non le avevamo. E quella fiamma, alla fine, neanche la guardiamo più. Ci rendiamo conto della fatica che costa alimentarla ogni giorno.

È così che si spengono gli ideali: nessuno li alimenta più, nessuno li guarda più, nessuno li tiene più in vita. E basta il vento di un nuovo entusiasmo per soffiare via la cagionevole fiamma che restava.

Questa volta, facciamo in modo che sia diverso. Perché non ha senso correre cento metri in dieci secondi e poi sedersi per un secolo intero.  Impariamo a camminare, un passo al giorno, non solo senza regredire, ma anche senza fermarci mai.

Prendiamo l’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e recitiamolo al nostro cuore, così che possa impararlo a memoria:

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.

Poi leggiamo gli altri 29, interiorizziamoli, e teniamoli bene a mente ogni giorno della nostra vita, quando ci sentiamo in diritto di giudicare qualcun altro, o di decidere per lui, o di mettere in discussione la sua umanità.

Articolo a cura di Esmeralda Moretti

Immagine: Pixabay

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