Gli anziani italiani e lo sport

La pratica sportiva e la salute dell’uomo: due facce della stessa medaglia

Articolo di Redazione – a cura di Tommaso Arpino

In quest’ultimo periodo, oltre agli operatori sanitari, si parla molto di una categoria nel nostro paese: gli anziani. Il motivo è semplice. Da quando sono arrivati i primi vaccini in circolazione c’è un po’ di agitazione nell’aria, questo per vari motivi come per esempio il fatto se siano obbligatori o no, come e quando verranno svolte queste procedure, ma soprattutto: chi lo farà prima? Escludendo quindi gli operatori citati all’inizio per ovvie ragioni, il Ministero della Salute ha considerato opportuno dare la precedenza alle persone in età avanzata.

Gli anziani sono le persone più a rischio in questo periodo. Una porzione di anziani si prende cura si sè attraverso l’attività sportiva.

Dati Istat (2015) alla mano, nel territorio italiano troviamo più di 5 milioni di over 59 che praticano sport (in modo continuativo o saltuario) quindi il 36,6%.

Di questi, troviamo al primo posto (27,8%) praticanti di ginnastica, aerobica, fitness a cultura fisica (palestra), al secondo (18,9%) ci sono i ciclisti e al terzo posto (17,6%) c’è chi pratica sport acquatici o subacquei. Per cultura e dovere di cronaca all’ultimo posto (0,3%) lo sport meno praticato tra gli anziani è la pallavolo.

Il 63,3% invece non pratica alcuno sport: parliamo di quasi 9 milioni di persone della stessa età del dato precedente. 

I numeri parlano chiaro, la maggior parte degli anziani in Italia soffre di sedentarietà. Ovviamente non c’è nessuna offesa o accusa, è semplicemente la definizione data anche dai medici per indicare coloro che non praticano alcuno sport. Con quest’ultimo non si intende solo giocare a calcio, andare in palestra, ballare, ma anche semplicemente fare delle passeggiate, passare il tosaerba, qualsiasi cosa purché ci si muova oltre ai tragitti letto-divano, divano-cucina, cucina-divano, divano-letto e così via.

Gli studi ancora dimostrano come la pratica sportiva giovi alla longevità  della persona. Questo perché spesso si cade nell’errore di non considerare un elemento fondamentale nella vita di ognuno: l’umore. L’umore è considerevolmente importante per la qualità della vita. I vantaggi di un’umore buono e sano sono molteplici: un’importante calo dello stress, alza il livello dell’autostima, aiuta le difese immunitarie, migliora l’ossigenazione del sangue, aumenta le capacità mnemoniche e comprensive e tanto altro, del resto basti pensare alla storia di Patch Adams.

E’ giusto specificare infine che la pratica sportiva deve essere accompagnata da un consulto medico in caso di età avanzata o patologie preesistenti. Non è un bugiardino, ma semplicemente l’avvertenza migliore che si può dare da esterno alla medicina. 

Escludendo quindi i casi eccezionali, lo sport ancora una volte pone tra le mani di tutti una scelta, liberissima. Fare questo passo oppure no? Perché non proporre una passeggiata, una pedalata, insomma un modo per buttare il naso fuori di casa, prendere un po’ di respiro in un momento in cui le zone multicolore e le mascherine potrebbero causare un effetto quasi dannoso. Dunque, nel rispetto delle norme in vigore, un augurio perché questo nuovo anno possa essere all’insegna del benessere, dello sport e del buon umore.

Fonti: https://www.istat.it/it/archivio/204663

Immagine: https://th.bing.com/th/id/OIP.S1EaxrI7VK_CLRViFAjt4AHaE7?pid=Api&rs=1

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