Costruire un’Università che possa rappresentare al meglio la “biodiversità” della Sapienza: la sfida della Rettrice Antonella Polimeni

Articolo di Miriam Gualandi

“Pari opportunità per pari capacità”: dopo 717 anni La Sapienza sceglie una donna

Il 2020 è stato l’anno delle prime volte per molti di noi. La prima volta in cui un’epidemia ha stravolto le nostre vite, la prima volta in cui abbiamo sperimentato l’assenza di certezze su scala mondiale e non più solo nel nostro intimo. Ma il 2020 è stato anche l’anno in cui uno degli Atenei più importanti e più antichi in Europa ha avuto una donna come Rettrice. Dal 1992, anno in cui per la prima volta in Italia venne eletta la Professoressa Maria Tedeschini Lalli alla reggenza dell’Università Roma Tre, sono ancora troppo poche le Università guidate da donne: la Bicocca di Milano, l’Università Ca’ Foscari, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per citarne solo alcune. Ora alla lista si aggiunge anche l’Università La Sapienza di Roma, dopo la bellezza di 717 anni di rettorato maschile. È Antonella Polimeni, attuale preside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria e docente nel settore delle Malattie odontostomatologiche, a raccogliere l’eredità di Eugenio Gaudio per il sessennio 2020-2026. Le sfide sono molte, prima tra tutte gestire l’emergenza Covid-19 che si è abbattuta anche sugli studenti universitari e sulla fruizione del diritto allo studio. “Insieme attraversare i confini per permeare il futuro” è il motto della campagna della professoressa Polimeni che in 17 punti programmatici intende imprimere una convinta spinta riformista alla vita dell’Università.

Nel secondo numero de La Volpe abbiamo intervistato il prof. Matteo Motolese, ordinario di Linguistica italiana presso La Sapienza di Roma. Abbiamo parlato di lingua e inclusività di genere e abbiamo fatto delle ipotesi circa l’utilizzo del termine rettore\rettrice, qualora lei fosse stata eletta. Abbiamo avuto la conferma, dunque, che per i prossimi sei anni alla Sapienza ci sarà una Rettrice. La scelta del termine è stata un caso o una sua precisa volontà? È stata una mia scelta e anche il decreto del Ministro reca il termine “Rettrice” su mia scelta precipua. La motivazione è semplice: in italiano si dice “rettrice”, così riporta lo Zingarelli e la Crusca. Oltre ad essere la prima donna a ricoprire il ruolo di Rettore nei 717 anni dalla nascita dell’Ateneo è stata anche la prima donna a ricoprire il ruolo di preside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria. Possiamo dire che lei è la donna dei primati? Sicuramente questo è un primato rispetto al genere, ma c’è un altro fattore che ha un valore politico ancora più forte: la mia elezione è avvenuta al primo turno e questa è forse un altro primato che prescinde dal genere. L’adesione alla mia candidatura è frutto naturalmente di un programma ampiamente condiviso, ma il fatto che la nomina sia avvenuta al primo turno deve essere inteso come un segno di grande unitarietà dell’Ateneo. Secondo lei il mondo accademico è ancora troppo maschilista?

Per continuare la lettura visita il sito del nostro mensile, troverai l’articolo completo a pagina: 6

https://online.pubhtml5.com/pbtl/ltjr/index.html

Miriam Gualandi

Antonella Polimeni, foto via https://antonellapolimeni.it/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...