L’Analfabetismo funzionale

Articolo di redazione – a cura di Luca Ianniccari Antoniozzi

Non ho capito quello che ho letto. Quanti di noi ripetono ogni giorno questa frase? Molte volte, a causa della distrazione, non capiamo a prima vista un messaggio di un testo. Generalmente, è sufficiente rileggerlo con la giusta attenzione per capirne il significato. Ma se non fosse così? Se continuassi a non capire e nonostante ciò esprimessi le mie idee? In questo caso parliamo di analfabetismo funzionale.

Dall’Unità d’Italia, grazie alla scolarizzazione di massa, il tasso di analfabetismo primario è drasticamente sceso. L’obbligo scolastico (fino ai sette anni) venne introdotto solo nel 1860 con la Legge Casati che rese l’istruzione elementare gratuita. Basti pensare che nel 1861, il 78% della popolazione non sapeva né leggere e né scrivere. Oggi il tasso di alfabetizzazione in Italia raggiunge il 99.2%. Certo, è un dato confortante rispetto al passato, ma ancora non basta. Non è sufficiente saper leggere e scrivere se non riesco a comprendere un’informazione. Quello che preoccupa è che negli ultimi anni, il numero degli analfabeti funzionali è in aumento o meglio sono più “visibili”. Chi è l’analfabeta funzionale? È un soggetto che nonostante abbia frequentato la scuola, non è in grado di adoperare le proprie abilità di comprensione. Non sviluppa un pensiero critico, non riesce a leggere la realtà. 

Gli analfabeti funzionali sono sempre stati presenti nella nostra società. C’è da dire che l’avvento del mondo digitale li ha resi visibili. Il web e i social network hanno dato voce agli analfabeti funzionali aumentando la gravità del fenomeno. Questo tipo di individuo tende a non comprendere pienamente temi complessi, non controlla le fonti di un documento, crede alle fake news. Può creare falsi allarmismi. Purtroppo, non colpisce solo la popolazione adulta. Anche i giovani, principalmente coloro che non studiano o lavorano, sono vittime di questo fenomeno. 

Come possiamo far fronte a questo problema sociale? La chiave di volta rimane sempre l’istruzione. Dare alla scuola e all’università le giuste risorse per implementare la formazione, affinché tramettano l’amore per il sapere. Aiutare le famiglie più povere a far studiare i figli meritevoli e capaci. Sensibilizzare i giovani alla cultura, istruire il futuro del paese.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...