18 app-arve e se ne andò

Articolo di redazione: a cura di Alessandra Saltalippi

Siamo nel 2015 quando l’Europa è vittima di attentati terroristici. Il terrore fa più paura quando si viene a sapere di ragazzi, nostri concittadini, vicini di casa, vicini di Stato, adescati dalle organizzazioni terroristiche. Pronti a convertirsi e diventare arma vivente.

Ogni paese decide di opporsi, nel modo che ritiene più opportuno. L’Italia decide di investire i suoi fondi in due rami: difesa e cultura. La prima è una cura, la seconda è una prevenzione.

A essere bersaglio di adescamento, circonvenzione e manipolazione spesso sono le menti e i cuori fragili. A volte, però, qualcosa può salvarle. Quel “qualcosa” spesso si cela fra le note di un pentagramma che possa portarli lontano, in una scena teatrale che li riempia di emozione, in un film che possa mostrargli le cose da un altro punto di vista. Fra le righe di un libro che viene voglia di sottolineare, o in quelle pagine alle quali si fa un’orecchia.

Davanti a un quadro in un angolo di un museo, poco prima dell’orario di chiusura. A un concerto che, citando Jovanotti, possa fargli “scoprire che la vita è bella”.

Per questi motivi fra le varie misure adottate, viene istituita “18 app”. La descrizione che viene riportata sul sito 18-app da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri è la seguente: “È un’iniziativa dedicata a promuovere la cultura fra i giovani. In particolare, il programma, destinato a chi ha compiuto 18 anni nel 2019, permette di ottenere 500€ da spendere in cinema, musica e concerti, eventi culturali, libri, musei, monumenti e parchi, teatro e danza, prodotti dell’editoria audiovisiva, corsi di musica, di teatro o di lingua straniera.”

L’investimento nella cultura è stato elargito mediante un buono concesso ogni anno a partire dal 2015, ai neomaggiorenni che sono vincolati a spenderlo nelle attività sopracitate.

Per chi è diventato maggiorenne nel 2019, il bonus era attivabile fino al 31 agosto 2020 e scadrà il 28 febbraio 2021.

Il problema sorge nel momento in cui il suo intervallo di utilizzo copre un periodo nel quale la maggior parte delle attività per le quali è possibile spenderlo sono bloccate.

Sarebbe giusto che la presidenza del consiglio, che ha firmato questa iniziativa e anche i DPCM contro il Covid-19 da marzo 2020, convenisse sul fatto che si dovrebbe posticipare la scadenza. Ciò permetterebbe a questi ragazzi, appena sarà possibile, di poter investire il loro buono nelle attività che preferiscono fra quelle rese disponibili, e avere gli stessi diritti che hanno avuto i loro coetanei negli anni passati.

Se ciò non accadesse, questa iniziativa avrebbe il sapore di una burla mal riuscita. Dove lo Stato si è fatto bello di aver concesso un’opportunità che in realtà è stata solo parziale. E così, quei soldi, rientreranno nelle tasche dello Stato perché “non spesi” (almeno in parte).

Comunque la si possa pensare sull’argomento, sia che si consideri questo bonus uno spreco di fondi, sia che lo si consideri un sostentamento legittimo, non si può negare che non rimandarne la scadenza sia un atto di incoerenza. Secondo una linea etica sarebbe più giusto, a questo punto, che si togliesse dalla descrizione “cinema, concerti, eventi culturali, monumenti, teatro” e magari si aggiungesse “lievito di birra e scarpe Lidl”, almeno saremmo in tema con gli acquisti possibili durante la pandemia.

Articolo di Alessandra Saltalippi

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...