Pillole sul NON uso dello spagnolo

Articolo di Redazione – a cura di Luca Ianniccari Antoniozzi

L’italiano e lo spagnolo, si sa, sono lingue molto simili. Due lingue neolatine che presentano molte similitudini ma anche molte differenze. Non basta, come affermano molti italiani, “aggiungere una S alla fine della parola”, per saper parlare lo spagnolo

. Non è così semplice come può sembrare. Due turisti del nostro paese, senza conoscere la lingua, potrebbero comprendere in parte, un discorso tra due ispanofoni. Ma solo quando devono chiedere informazioni arriva il bello. Il povero turista italiano, nel tentativo di comunicare, inventerà un italiano spagnolizzato, l’itagnolo. Lingua affascinate, se pur immaginaria che mette l’ispanofono e l’italiano in seria difficoltà. Come già detto all’inizio sono lingue simili ma non uguali. Se da una parte la fonetica è pressoché uguale (o quasi) non possiamo dire lo stesso della semantica. In alcuni termini “uguali” assistiamo ad un cambiamento del significato, i temuti falsi amici, il terrore di ogni linguista. Vi sconsiglio di chiedere del burro al cameriere se non volete che vi porti un asino al guinzaglio al vostro tavolo. L’equivalente di burro in spagnolo è “mantequilla“. In situazione di disagio o imbarazzo evitate di dire “estoy embarazado”se non volete dare l’annuncio di aspettare un bambino. Meglio utilizzare “Me da vergüenza”.

Come lingua ufficiale di ventuno stati, presenta numerosi accenti e termini diversi, che si discostano dallo spagnolo standard, meno noto come castigliano. Questo può comportare delle incomprensioni da parte dell’ascoltatore che non conosce le varietà della lingua spagnola. Ad esempio in gran parte della Spagna, la Z e la C seguita da E ed I presentano lo stesso suono del “th” inglese (zanahoria, cesped). Ma in America Latina e in una regione del sud della Spagna, l’Andalusia, si tende ad addolcire la pronuncia e queste lettere si pronunciano come se ci fosse una S. Questo fenomeno linguistico prende il nome di seseo. Lo spagnolo presenta anche molti varianti del vocabolario in base al paese in cui si parla. Coche e carro se pur avendo lo stesso significato, macchina, vengono utilizzati in paesi diversi, il primo in Spagna mentre il secondo in America Latina.

Ultimo consiglio: se volete invitare un latino americano/a a prendere qualcosa insieme, utilizzate il verbo tomar(prendere) e NON UTILIZZATE IL VERBO “COGER“. Di certo non farete una bella figura!

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