Il Lanternino – Omologazione: da trappola a via di fuga dell’Io

Articolo di Redazione: a cura di Tatiana Mercuri

La rubrica “Il Lanternino”, nasce con un solo scopo: accendere la luce, fare spazio a tutto ciò che dovremmo vedere ma non vediamo perché offuscati dalle ombre dei giudizi e dei pregiudizi. Un viaggio volto alla riscoperta della bellezza della diversità.

Se si guarda la propria ombra a terra, proiettata sull’asfalto, appare allungata, diversa, a tratti deforme. Esiste la sagoma, è la figura ad essere riflessa, eppure non ci si riconosce. Un fenomeno a cui l’essere umano è abituato da così tanto tempo, al punto da non dargli troppo peso. Eppure, se ci si ferma a riflettere, è quanto accade nella vita di tutti i giorni da secoli a questa parte; nel corso delle epoche, l’essere umano si è accontentato di quella proiezione, uguale per tutti, senza preoccuparsi di indagare sulla propria identità, senza preoccuparsi di comprendere se in realtà quella proiezione fosse la sua o di qualcun altro.

Omologazione: a volte è necessaria per la sopravvivenza, a volte ci porta ad esplodere, a sentire “il treno fischiare” (per strizzare l’occhiolino all’indagine pirandelliana). Tuttavia, è nell’esplosione che si cela la ricchezza, nell’esigenza di accendere il lanternino che è in ognuno di noi che si sviluppa l’energia e ciò non avverrebbe se talvolta non si sentisse il senso di costrizione, figlio di usi e costumi relativi ai tempi che corrono. L’uomo inizia a vivere nel momento in cui si pone domande e si mette in discussione, nel momento in cui si spoglia di opinioni che non sono le sue, di pensieri che non sono i suoi, nel momento in cui smette di essere “nessuno” o “centomila” e sceglie di essere “uno”.

D’altro canto vero è che, citando Platone, l’uomo è “animale sociale” e vive, si nutre dell’interazione con il prossimo. Come essere liberi, quindi? 

Osservando, valutando, scrutando, ma soprattutto conoscendo sé stessi, accettando il confronto ma con approccio critico poiché la bellezza è nella diversità e nello scambio. La bellezza è nel coraggio di essere, ponendo al vaglio i giudizi che ne possano derivare. Perché in fondo, se non esistesse l’io singolo, non ci sarebbe nemmeno alcuna ombra che possa essere proiettata a terra.

Articolo di Tatiana Mercuri

Foto di:  cartesensibili.wordpress.com

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