Donne, sesso e consapevolezza al tempo dei social

L’intervista alla Dottoressa Chiara Di Pietro

Passato il ’68, gli anni ’80, la libertà sessuale, i figli dei fiori, approdiamo al 2021 e ci accorgiamo che essere una donna e approcciarsi al sesso è difficile quasi come cento anni fa. Quasi, perché almeno in Occidente abbiamo la facoltà di scegliere con chi vivere questa esperienza. Ma la percentuale di donne che non vive bene questa esperienza, che non ha mai provato un orgasmo e che non riesce a parlare delle proprie difficoltà con il partner è ancora altissima. Alla base ci sono timidezza, vergogna, timore di ferire l’altro (prerogativa spesso solo femminile), poca conoscenza di sé stessi dovuta a tabù ancora difficili da scardinare.

Il mondo di internet, poi, se da una parte ha contribuito a rendere più alla portata di tutti questo mondo così complesso, dall’altro non ha fatto altro che confondere ancora di più, dando del sesso spesso un’immagine “favolosa” o “pornografica” che in ogni caso non corrisponde alla realtà di ognuno di noi. Il fenomeno del momento è Tik-Tok, piattaforma su cui stanno prendendo piede tantissimi profili che cercano di fare informazione medica alla portata di tutti. A questo proposito abbiamo intervistato la dottoressa Chiara Di Pietro, ginecologa romana che su Instagram porta avanti il progetto “Dentro di me”, insieme all’illustratrice Silvia Perrone. Su TikTok, invece, ha conquistato migliaia di follower con i suoi video semplici e divertenti in cui spiega non solo come funziona il corpo delle donne ma anche come funziona l’approccio al sesso.

Dottoressa, come si è trovata a raccontare la sessualità sui social? In realtà ci ho messo un po’ a pubblicare il primo video. Ti dico la verità, TikTok mi sembrava un po’ fuori dalla mia età. Dopodiché mi sono resa conto che molte delle mie pazienti lo utilizzavano, e quindi ho pensato perché no?, potrebbe diventare qualcosa di più istruttivo. È sempre qualcosa di un po’ particolare, un conto è parlare e raccontare, un conto è cercare di approcciarsi in un modo chiaro per le ragazze ma che non sia né stupido né noioso. Nel primo video ho provato a parlare e a raccontare l’argomento della pillola, il giorno dopo invece ho sperimentato la modalità gestuale con le scritte. Ho ricevuto molti feedback e da lì ho cominciato a pensare cosa potesse interessare. È un modo diverso, forse anche più paritario per far approcciare le ragazze a questi temi senza che provino vergogna.

Quali sono le lacune più ampie che ha riscontrato nel suo lavoro, soprattutto in ragazze molto giovani? La nostra anatomia, come siamo fatte e come funzioniamo. Un dramma. Ho riscontrato anche un po’ di lacune nell’ambito della contraccezione. Va molto questa idea che la pillola faccia male, o che faccia ingrassare o non la prendiamo perché il fidanzato non vuole, e quindi utilizziamo la pillola del giorno dopo come se fosse un anticoncezionale. Ci sono ragazze che la prendono due o tre volte in un mese quando invece è una cosa molto seria.

Foto di Salvatore Mancuso

Secondo lei c’è ancora un’ampia ignoranza circa la sfera sessuale femminile? Dovuta a cosa? Ti dico la verità, secondo me ci sono due grandi problemi. Il primo è ciò che trovi, perché quando vai su Google e cerchi un argomento trovi qualsiasi cosa, parlano tutti di tutto, dalla sessualità alla ginecologia. Per quanto riguarda la sessualità il problema è che ancora ci si vergogna a parlarne. Spesso è molto discussa quella maschile mentre quella femminile è molto nascosta. Paradossalmente ci sono tabù nel parlarne ma c’è grande promiscuità nel farla. Mancano delle basi di educazione sessuale a scuola e i genitori si vergognano a parlarne. Ragazzi e ragazze vanno su internet e tramite i siti approcciano con una sessualità più spinta quindi si ritrovano a fare da piccolissimi qualcosa che non dovrebbero fare, perché c’è un tempo per tutto. Mentre prima magari noi al massimo avevamo i libri, dei canali un po’ più soft, adesso invece ti ritrovi buttato in un mondo nudo e crudo che li porta a precorrere i tempi.

Il sesso crea imbarazzo, soprattutto nelle donne. Perché secondo lei? Manca il rapporto empatico, affettivo, di collegamento della coppia. Il rapporto a due è fatto sicuramente di divertimento, condivisione, batticuore ma la comunicazione spesso manca e soprattutto nella sfera sessuale. Alla base c’è la vergogna, la timidezza. I ragazzi hanno ansia da prestazione, timore di essere lasciati, non è un vissuto semplice. Non in tutti ma in molti manca il rispetto dell’altro, dei tempi, il rispetto delle timidezze, il rispetto di un no su una tipologia di rapporto. Cosa che invece credo sia fondamentale.

Cosa consiglia a una ragazza che si affaccia al sesso per viverlo bene? Mi rendo conto di essere passata da ragazza a donna e mamma proprio quando faccio questi discorsi alle mie pazienti. Quello che io dico sempre è che non c’è un’età giusta, ma non devono neanche sentirsi obbligate dal fidanzato o dalle amiche. È un mondo bello, ma è un mondo da sperimentare con calma e per tappe. Esploratevi, vivete le vostre emozioni fino ad arrivare alla sessualità vera e propria, utilizzando tutte le precauzioni del caso. Io consiglio sempre di utilizzare comunque il preservativo anche nelle ragazze che assumono la pillola, perché alle malattie sessualmente trasmissibili non importa se facciamo una terapia ormonale. E di viverlo con la coppia, di dare un valore affettivo ed emotivo a questo momento che vi porterete dietro tutta la vita.

Articolo a cura di MIRIAM GUALANDI

Foto: Salvatore Mancuso

Un pensiero riguardo “Donne, sesso e consapevolezza al tempo dei social

  1. Parlare di sesso e meravigliarsi delle difficoltà dei giovani e in particolare delle ragazze su quest’aspetto della vita di relazione meravigliandosene è come nascondersi dietro a un dito. Il rapporto fra uomini e donne è complicato dalla loro formazione sentimentale e affettiva che inficia tutta la spontaneità e naturalezza nella relazione. Il punto nodaleè la separazione dei bimbi in tenera età per una formazione affettiva diversificata. I maschi e le donne vivono così su due momndi affettivi paralleli e questofatto deforma per sempre la loro capacità di intendersi, di capirsi poichè si matura un immaginario erotico sessuale sentimentale del tutto impraticabile perun incontro efficace.

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