Europa LGBTQI freedom zone: un piccolo passo per l’Europa, un grande passo per l’amore

Articolo di Redazione

“È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale.”

Articolo 21, carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea: chiaro no? Così semplice, eppure così complesso. Intricato da far comprendere a chi indossa paraorecchie di soffice ignoranza, a chi si rifiuta di vedere e sceglie di non ascoltare. Nel XXI secolo, l’amore viene ancora combattuto con proiettili di vergogna, campagne discriminatorie e porte sbarrate da poteri sovranisti. Non serve andare troppo lontano: la comunità Lgbtq+ in Polonia viene etichettata come minaccia per la sopravvivenza dei valori nazionali, riducendo migliaia di esseri umani ad erbacce difficili da estirpare. Accanto al  governo di Andrzej Duda si schiera anche l’Ungheria, vietando alle persone transgender e intersex di cambiare l’indicazione del genere sui documenti, costringendo così uomini e donne a indossare pronomi che non gli appartengono, come se davvero ci fosse qualcosa di sbagliato nel non sentirsi a casa in una pelle che veste stretta.

L’Europa è campo di guerra, teatro di un conflitto costante tra uguaglianza e bigotte distinzioni, terra contesa tra libertà d’essere e paura della diversità. L’esigenza di una reazione dell’UE di fronte alle politiche ungheresi e polacche è tanto allarmante quanto necessaria.  Ed è così che, l’11 marzo 2021, la comunità europea viene proclamata una LGBTQI freedom zone, con 492 voti a favore, 141 contrari e 46 astenuti. Sulla carta si legge, nero su bianco, che le persone Lgbtqi dovranno “godere di una completa libertà di vivere e mostrare pubblicamente il proprio orientamento sessuale, la propria identità di genere, ed esprimere caratteristiche sessuali senza paura di intolleranza, discriminazione o persecuzione“.

Un traguardo che fa sorridere, ma anche riflettere: è davvero ancora necessario l’intervento del parlamento europeo per far comprendere alla gente che l’amore sarà sempre amore, indipendentemente dalle sue colorate sfumature? Non lascia un po’ l’amaro in bocca leggere di come, nel 2021, si abbia ancora bisogno di ricorrere alla legge per far accettare che un corpo non definisca una persona?

La lotta per i diritti umani è in costante evoluzione, è un lento processo che si costruisce con le parole, l’istruzione e una buona dose di apertura mentale. Ognuno è libero di esprimere  le proprie opinioni, ma l’umanità sta scrivendo la trama del suo libro, una favola che punta ad un lieto fine, che racconta un mondo di libertà e uguaglianza: sta a  voi scegliere di stare dalla parte giusta della storia.

Articolo a cura di Niki Oprandi

Foto di: Salvatore Mancuso

Modella: Camelia Hasiu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...