Perché discutiamo ancora degli stupri?

Cosa passa nella testa delle persone che stuprano? Una domanda abbastanza ricorrente nelle persone “normali” negli ultimi tempi, che però non ha una vera e propria risposta. Come se si potesse sapere il perché un individuo del tutto tranquillamente decide di avere un rapporto sessuale animalesco con un’altra persona non consenziente. Ci abbiamo messo milioni di anni di evoluzione, sia fisica che mentale, per non essere degli animali che pensano solo alla riproduzione, ma in un lasso di tempo brevissimo siamo di nuovo a uno stato in cui l’atto sessuale è semplicemente una coincidenza. Infatti, del tutto inaspettatamente e all’improvviso si decide di attaccare, sopraffacendo con la forza e la fisicità per svolgere l’atto.

Ma la questione più interessante di questi giorni non è stata il solito discorso sugli abusi, che dovrebbe essere sterile come campo di discussione, non tanto per il fatto che viene ripetuto costantemente ma perché non dovremmo dover dire cose scontate. Dovremmo considerare già accertato in noi che ciò è sbagliato, invece frotte di influencer a spada tratta si battono per la solita questione.

Ciò è solo un sintomo della società, la quale non forma le persone e le abbandona a sé stesse. La perdita di valori ci rende degli animali, per carità siamo degli animali ma qui si scende a quella sfumatura di animalesco o bestiale che riporta al non avere intelletto e agire senza pensare razionalmente. Questo discorso non vale solo per gli uomini ma anche per le donne, siamo sempre alla ricerca di facili piaceri. Quel tipo di soddisfazione frivola che non ci completa, Oscar Wilde diceva: “I piaceri semplici sono l’ultimo rifugio della gente complicata.”. Aveva perfettamente ragione, e per semplici non intendeva cose facili da ottenere ma le piccole gioie della vita che sanno portarci alla felicità.

Tutti questi discorsi sugli ambiti sessuali vengono costantemente argomentati con “Siamo moderni”, ciò giustifica ogni repressione della sessualità umana. Ma guardiamoci intorno, tutto è sessualità ma si deve sempre rimanere in quella sottile linea in cui c’è o non c’è. Le pubblicità dell’intimo maschile, i profili Instagram seguiti da milioni di persone solo per il corpo del modello, oppure i video su Tik Tok nei quali vendiamo sostanzialmente la nostra immagine. Però tutto va bene fino a che non si porta alla luce l’intento nascosto. Su Instagram va tutto bene se una modella ha delle trasparenze o anche qualcosa di più di una trasparenza ma se lo si fa notare allora siamo dei cavernicoli. Cosa c’è di male in quella foto? Nulla, la ragazza lo fa per attrarre e le persone vengono attratte, ma poi allora perché il dibattito scaturisce su: “Vi concentrate tanto su un capezzolo? Ti ricordo che è la prima cosa che ogni essere umano vede alla nascita.” oppure “Beh se ti senti stuzzicata hai un modo di vedere il mondo un po’ contorto.”.

Siamo così moderni da poter giustificare ogni parafilia (al tempo perversioni sessuali), ma se diciamo che notiamo un capezzolo oppure se si fa un commento su un corpo (maschile o femminile) allora finisce tutta la modernità. Come si può negare l’attrazione biologica per il seno, e come si può chiedere di sopprimere questo istinto? Se chiediamo ciò a una persona allora dovremmo dire anche di non farci piacere i glutei, oppure gli addominali scolpiti, le gambe, i muscoli e anche i genitali. Cosa rimarrebbe a questo punto al sesso?

Forse è proprio questo il grande errore moderno, considerare gli atti sessuali il solo momento specifico e non godersi il contorno. Così si spiegherebbero gli abusi, gli stupri e tutti gli altri meccanismi sbagliati che ci portano ad avere rapporti solo per “sport”. Siamo moderni ma siamo anche degli animali, i quali attraverso l’evoluzione hanno raggiunto uno stato di coscienza.

Ci potrebbero piacere mille cose e stimolarci, ma allora perché non accettarlo e basta? Perché dobbiamo criticare un uomo che esprime piacere per un seno oppure una ragazza che lo esprime per dei glutei, però poi guai chi si azzarda a criticare gli omosessuali o le parafilie? Sono cose normali, non possono essere viste sullo stesso piano?

Forse dovremmo veramente tornare alla semplicità delle cose, ma anche a quella dei pensieri perché ragionare troppo a volte ci porta in dei vicoli ciechi. Fermiamoci e respiriamo, godiamoci la vita per quello che è senza dover sempre criticare gli altri per il loro essere.

Tanto moderni ma sempre pronti a mettere alla gogna.

Marco Saracini

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