Superlega, cosa sta succedendo?

Articolo di redazione: a cura di Davide Fiacco

La Superlega è apparsa nel cielo la notte tra il 18 e il 19 aprile, minacciando di distruggere il calcio come lo conosciamo oggi come un meteorite. Tuttavia, neanche 48 ore dopo, si è rivelata soltanto una cometa, destinata a scomparire presto e definitivamente dalla nostra memoria.

Immaginata inizialmente come una competizione a venti squadre, la Superlega doveva avere quindici squadre fondatrici, che avrebbero partecipato con certezza ogni anno alla competizione, alle quali si sarebbero dovute aggiungere cinque squadre per meriti sportivi. Dei quindici posti ben dodici erano stati riempiti dai club più forti d’Europa, come il Real Madrid, il Barcellona, il Manchester United, e le tre italiane Juventus, Milan e Inter.

Il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, ha sin da subito criticato aspramente l’iniziativa, minacciando sanzioni e l’esclusione dei giocatori delle squadre coinvolte nelle nazionali; inoltre, ha attaccato anche il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, attualmente uno dei vicepresidenti della Superlega.

La notte del 21 le sei squadre inglesi (Manchester City, Chelsea, Liverpool, Arsenal, Tottenham, Manchester United), che avevano inizialmente preso parte al progetto, si sono tirate indietro, porgendo le loro scuse ai calciatori e ai tifosi per quanto accaduto. Ovviamente il loro abbandono ha generato un vento di incertezza che ha fatto nascere dubbi e ripensamenti anche nelle altre squadre. Stamattina anche l’Inter ha deciso di abbandonare e, perciò, aderenti al progetto restano soltanto le tre spagnole Real e Atletico Madrid e il Barcellona e le due italiane.

È probabile che Florentino Perez, presidente del Real Madrid e anche della nascente Superlega, così come Andrea Agnelli, credessero veramente nelle potenzialità del progetto. La Superlega avrebbe favorito non solo una maggiore quantità di spettacolo per gli appassionati del calcio, ma avrebbe anche assicurato un’enorme quantità di introiti annuali per tutte le squadre partecipanti.

Non sapremo mai con certezza se i club inglesi abbiano creduto inizialmente al progetto, per poi tornare sui loro passi a causa delle dure risposte del presidente Ceferin e dei tifosi, oppure se abbiano sfruttato l’occasione per prendere una posizione di forza nei confronti della UEFA.

Stando a quanto calcolato da Kpmg Football Benchmark, in base ai bilanci del 30 giugno 2020, le società aderenti alla Superlega avrebbero un debito totale di 2,7 miliardi di euro. Da questo spaventoso dato è escluso il Liverpool, che non ha ancora pubblicato il bilancio. Ciò che rimarrà, dopo questa vicenda, sarà la consapevolezza che il calcio europeo è in crisi, e che la situazione economica dei club più importanti è grave al punto tale da averli spinti a cercare una soluzione drastica, come la Superlega.

Davide Fiacco

Foto di Pexels da Pixabay

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