Stereotipi al maschile

Articolo di – Redazione – A cura di Luca Ianniccari Antoniozzi

Dal 9 novembre 1989, di muri ne sono crollati. Eppure non tutti sono stati abbattuti. Ancora oggi stiamo abbattendo gli stereotipi di genere femminile. Finalmente una donna può fare l’astronauta, può fare il meccanico senza le critiche della società, ma un uomo può fare il baby-sitter? Come è visto dalla società? Mancano all’appello quelle barriere invisibili, intangibili che ostacolano la vera personalità di un uomo, quelle che solo le menti più aperte possono distruggere: gli stereotipi maschili.

Ancora non veniamo alla luce e la nostra cameretta è già perfettamente tinteggiata di azzurro. Macchinine e costruzioni ci sommergono. Ma se a un bambino non piacesse l’azzurro? Se volesse giocare con delle bambole o con delle tazzine da tè rosa? Queste ipotesi non sono minimamente o parzialmente presa in considerazione dai genitori. Se nasci maschio non puoi giocare con le bambole, è la legge non scritta della società. Da piccoli non abbiamo la consapevolezza di essere immersi in questi cliché di genere, e spinti dai nostri genitori proviamo ad adattarci. Ci insegnano ad essere forti e coraggiosi, a saperci difendere dal nemico (da quale nemico ancora lo devo capire) a nascondere i nostri sentimenti a tutti i costi. Ci dicono che solo le “femminucce” piangono come se la nostra forza si misurasse in lacrime non versate. Ogni manifestazione di emozione viene vista con cattivo occhio. Ci chiedono di reprimere un po’ di lacrime. Se fai danza non sei un vero uomo, i veri uomini giocano a calcio e non fanno plié, al massimo tirano a canestro.

Fortunatamente, negli ultimi anni stiamo assistendo ad un leggero cambiamento nel modo di educare i bambini. L’approccio che hanno i genitori con i loro figli è più diretto e gran parte di quei veli con cui i bambini coprivano la loro personalità, sono ormai caduti e di conseguenza anche gli stereotipi di genere maschile.

Vi lascio con una parte del discorso di Emma Watson alle Nazioni Unite durante la campagna HeForShe.

“Ho visto uomini resi fragili e insicuri dalla percezione distorta di cosa sia il successo maschile. Neanche gli uomini hanno i diritti della parità di genere. Non si parla molto spesso di come gli uomini siano imprigionati negli stereotipi di genere che li riguardano, ma vedo che lo sono.”

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