Lo sapevi che il tuo profilo puoi trovarlo anche allo specchio e non solo su uno schermo?

Articolo di redazione: a cura di Tatiana Mercuri

Gennariello non era come gli altri, Gennariello era un ragazzo diverso ma non si sentiva in difetto per questo. Gennariello non si rendeva “brutto” per somigliare a tutti i costi ai “belli” del suo tempo. Era così: spontaneo, naturale, in difficoltà. Non parlava un italiano perfetto, forse non parlava nemmeno italiano a dire il vero, ma era se stesso e si esprimeva con il viso. Un viso non corrotto. Ed è così che Pier Paolo Pasolini vuole sia il suo interlocutore immaginario de “Le lettere Luterane”, raccolta di articoli pubblicati dall’autore sul Corriere della Sera, nel suo ultimo anno di vita.

Era il 1975 e Pasolini denunciava coraggiosamente il falso progresso dell’epoca borghese con lezioni pedagogiche impartite a un adolescente che non esisteva, rimasto chimera, introvabile persino per un regista che di volti, si sa, ne cercava e vedeva molti. Eppure, anche se fittizio, non si prova a immaginarlo a livello di fisionomia; facendoci caso, ad una prima lettura, ci si ferma al nome: Gennariello, tipicamente napoletano. Ed ecco che subito, accanto al riconoscimento della collocazione geografica, l’immagine ci si concretizza davanti gli occhi: non interessa il colore di capelli, la statura, la corporatura. Egli è, semplicemente, un ragazzo di strada che vive la giornata, uno scugnizzo. Basta questo per generare due reazioni: voltare pagina del quotidiano perché un povero ignorantello non ha nulla da trasmettere, o rimanere colpiti e incuriositi dalla scelta dell’autore e andare fino in fondo alla lettura. Sarà fortunato chi sceglie la seconda opzione, per l’osmosi di realtà e attualità che trasuda da quelle righe.

In un mondo offuscato, annebbiato dall’imitazione, dall’esigenza di un’obbedienza che ci rende falsamente “seri”, il volto di Gennariello è il più bello a cui insegnare che non è solo con il linguaggio che si insegna. Il famoso divario generazionale tra giovani e adulti, tra “padri” e “figli”, non è da ricercarsi nel cambiamento del linguaggio delle cose, ma nel cambiamento delle cose stesse. Ed ecco che si genera allora una confusione che ha come conseguenza diretta l’infelicità o, ancor peggio, la felicità simulata, finta: i “padri” si ostinano a voler rendere obbedienti i “figli” fingendo di capirli e i “figli” cercano di accontentare i “padri” fingendo, a loro volta di obbedire. Così i volti si mischiano, i giovani sembrano adulti anzitempo, gli adulti sembrano giovani rifiutando il passare degli anni: semplicemente ci si depersonalizza e si ostenta, oltretutto, una naturalezza in questo, una legittimità figlia della frase “bisogna stare al passo con i tempi”. Si. Ma quale passo? Quali tempi? Cosa c’è di sbagliato nello stare fuori dal tempo, nel fermarsi, nel non volersi riconoscere in qualcosa o qualcuno? Cosa c’è di sbagliato nell’essere un Gennariello nel 2021? Niente. Anzi, rappresentare la “voce fuori dal coro” in un coro di voci stonate, ad oggi rappresenterebbe una benedizione; non è un caso che Pasolini, scelga il suo “alunno” in un popolo (forse l’unico) che ha sempre vissuto la vita a proprio modo, distinguendosi e avendo il coraggio di essere quella famosa “realtà a parte” che almeno suscita curiosità in un mondo dove si vive di stereotipi.

Era il 1975: dovremmo chiederci dove Pier Paolo Pasolini avrebbe potuto cercare oggi il suo Gennariello. Certamente non in qualche profilo social che di strada non ha più nulla, di esperienza non ha più nulla. Dovremmo cercarlo forse noi per lui, mettendoci dinanzi lo specchio e pensando che siamo noi a decidere come vogliamo vederci, noi a scegliere come vogliamo essere e soprattutto se vogliamo essere e non semplicemente esistere perché l’unica cosa che non è a portata di “clic” è proprio l’unicità.

Tatiana Mercuri

Foto di beate bachmann da Pixabay

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...