Labirinto di NICHEL: quando il problema non è il minotauro

“Ciascuno di noi ha il proprio labirinto, no? Spesso non ce ne rendiamo conto, non vogliamo vederlo, facciamo finta che non esista, ma c’è”

Articolo a cura di Esmeralda Moretti

Quattro chiacchiere con Nicola Aliotta, in arte, NICHEL, giovane cantante e scrittore romano. Vissuto a Londra per tre anni, nel corso dei quali si è affermato nel mondo musicale con il nome d’arte di Nixo, è ora alla pubblicazione della sua prima raccolta di poesie, dal titolo “Labirinto di specchi”, in uscita proprio oggi.

“Il libro è nato in maniera assolutamente naturale. Tutto è nato quando, nel 2017, mi sono trasferito a Londra. Mi sentivo spaesato, perso, senza punti di riferimento. Come in un labirinto.

Le prime poesie sono nate durante le notti bianche londinesi, in maniera molto spontanea. Le ho scritte all’interno del mio diario personale, non avrei mai pensato di pubblicarle. Ho sempre preso questa strada della scrittura come un’auto-terapia, ho sempre tenuto un diario segreto. Mi sentivo solo in una città labirintica, caotica, enorme, come Londra. Una lingua nuova, un contesto nuovo. Un futuro da costruire.

La città di Londra è stata probabilmente la porta di ingresso del mio labirinto, ma il labirinto vero è il mio labirinto interiore, che è sempre stato dentro di me. C’è sempre stato, anche quando fingevo che non ci fosse, o cercavo di ignorarlo. Ciascuno di noi ha il proprio labirinto, no? Spesso non ce ne rendiamo conto, non vogliamo vederlo, facciamo finta che non esista, ma c’è. Non serve trasferirsi in un paese straniero per smarrirsi: ci si può sentire persi anche all’interno delle mura della propria casa, e questo il Covid ce lo ha insegnato chiaramente”.

Parli di Labirinto… mi viene spontaneo chiederti che cosa ne pensi della figura di Teseo!

“A mio avviso, Teseo era un fortunato raccomandato. Facile uscire dal labirinto così! Arianna ti lascia il filo, tu lo segui e vai! Peccato che non funziona così, non c’è sempre qualcuno pronto ad aiutarti”.

E soprattutto, non è neanche vero che si può tirare fuori qualcun altro dal labirinto.

Come dovremmo rapportarci con il nostro labirinto interiore?

“Io penso che la soluzione migliore sia esplorare tutte le strade del labirinto, tutti i suoi sentieri impervi, vedere dove si arriva. Questa è l’auto-analisi. Imparare a sentirsi bene anche nello smarrimento, stare bene anche nel proprio caos. Non ho l’ardire di dirti di essere uscito dal mio labirinto: ci sono ancora completamente immerso”.

Il trucco è imparare a conviverci. Stare bene nel labirinto. Saper cambiare strada, cambiare idea, cambiare tutto. Prendere, partire, fermarsi. Ciascuno ha il proprio labirinto, peccato che nessuno abbia il filo di Arianna. O forse, il bello è proprio quello.

Prima hai detto di tenere un diario segreto. Ti va di parlarcene? Spesso è considerato un argomento un po’ “tabù”, e soprattutto da parte dei ragazzi, che tendono a nascondere e reprimere le proprie emozioni.

“Credo che sia importante abbandonarci dall’immagine stereotipata dell’uomo che reprime le proprie emozioni. Dobbiamo sfatare questo mito. Scrivere, tenere un diario fa bene e dovremmo farlo tutti. Conosco molti ragazzi che tengono un diario segreto, anche se spesso non lo dicono, è come se, a livello sociale, solo le donne fossero “autorizzate” a tenere un diario segreto. Non è così. Tenere un diario aiuta a ritrovare il contatto con se stessi, è un modo per comunicare con il nostro io, anche con quei lati di noi che non vorremmo accettare”

E se dovessi chiederti qual è la tua poesia preferita?

“Me ne vengono in mente due.

La prima della raccolta si chiama “La Fine” ed è, nell’ordine, anche la prima che ho scritto. Configura tutto il caleidoscopio di emozioni che stavo provando. È uno spettro emotivo orientato alla malinconia, alla depressione. Mi rivolgo al mondo esterno, a quello che ci ricorda la forza della vita: gli uccelli che cinguettano, ad esempio, a tutte le potenze naturali.

Un’altra poesia che reputo vicina a me è “Il mio giardino”. Ho realizzato che forse valeva la pena coltivare l’ultimo fiore rimasto nel mio giardino, piuttosto che fuggire altrove. È una poesia che rappresenta un momento di rinascita.

Le illustrazioni le ha fatte Cecilia, una mia cara amica di infanzia alla quale ho inviato le mie poesie. È davvero l’unica persona a cui avrei affidato le mie poesie”.

Hai detto di aver trascorso tre anni all’estero… ti va di parlarcene un po’? Molti ragazzi vorrebbero intraprendere un’esperienza di questo tipo.

“Da una parte è importante superare le proprie paure, salire su quell’aereo e partire. E questo spaventa, moltissimo. È un viaggio di cui non si conoscono i dettagli, né l’esito. Per quanto riguarda la mia esperienza, i tre anni a Londra mi hanno fatto crescere moltissimo. Il confronto con una realtà nuova, poco ovattata, spietata, che è disposta a darti possibilità, ma solo se tu sei disposto a darti da fare. Non è vero il mito dei ragazzi che partono, vanno all’estero e in due settimane realizzano la favola. Ci vuole tempo, costanza, pazienza, impegno. Ma è importante darsi una possibilità, sempre. Abbandonare tutte le insicurezze, affrontarle una alla volta: è così che si cresce. E, in certi casi, andare all’estero fa crescere prima, perché per molte persone restare in Italia significa restare all’interno della propria comfort-zone”.

Un messaggio per chi legge questo libro?

“Perdersi è normale. È necessario, fa parte di noi, e va bene. Se in questo momento ti vedi allo specchio e non ti riconosci, e non trovi il senso, va bene. Pensa, alcune delle mie poesie hanno senso solo se le leggi riflesse nello specchio. Ciascuno ha la propria chiave di lettura, ciascuno esce dal labirinto a modo suo. Che poi, siamo così sicuri che si esce davvero dal labirinto? Siamo tutti persi nei nostri labirinti, e va bene così. Siamo tutti sulla stessa barca… anzi… nello stesso labirinto!”

Clicca qui per il profilo di NICHEL

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...