Come funziona la transizione ecologica?

Articolo a cura di Marco Saracini

Nel corso di una conferenza organizzata dall’Università “La Sapienza” è intervenuta la presidente del WWF, Donatella Bianchi, la quale ha asserito che è fondamentale oggi informare le persone e acculturarle sugli argomenti ambientali e naturali, la transizione ecologica che si prospetta davanti a noi è fondamentale ma ancora più fondamentale il suo corretto svolgimento.

Le sue parole volevano essere un monito, infatti questa transizione ecologica verso la quale ci avviciniamo sarà un evento storico fondamentale. I motivi della sua importanza sono molti, i più banali sono la movimentazione del mercato del lavoro, che ha bisogno dopo questo anno di pandemia di muoversi più che mai. Ma anche l’implementazione della produzione di energia, la quale dovrebbe essere più a basso costo e incentrata sul territorio nazionale. Eppure, il motivo che dovrebbe spingerci di più verso questa “transizione” dovrebbe essere il fatto che ormai intorno a noi il mondo ci mostra il suo deterioramento a causa del nostro sfruttamento indiscriminato di risorse.

In questi giorni tutto il mondo ha fame di materiali per la costruzione di oggetti tecnologici, alcuni marchi telefonici non faranno uscire nuovi modelli perché non hanno copertura di risorse per la produzione. Noi in Italia come al solito non ci interessiamo di queste vere crisi globali, ma tendiamo l’orecchio solo ai pettegolezzi più insulsi, parlandone per svariato tempo come se fossero le notizie del secolo. Ma non lo facciamo solo con le notizie estere, anche con i vari casi nazionali bisogna essere equi, quindi perché non oscurare una fase così importante con altri problemi (inventati)?

Donatella Bianchi ha detto due cose fondamentali durante quella conferenza, la prima è che ognuno può fare qualcosa e non bisogna per forza combattere nel nome delle grandi tematiche ambientali (es. Foresta Amazzonica), ma si può combattere anche per qualcosa di più piccolo e vicino a noi. La seconda cosa fondamentale che ha detto la presidente del WWF è che oggi di fronte a questa “transizione ecologica” bisogna mobilitarsi al massimo per far in modo che si svolga nel modo più giusto, poiché questa occasione sfruttata male, oppure svolta nel modo sbagliato, sarà in primis un’occasione persa e in secondo luogo uno spreco di fondi (con relativo spreco di occasioni di lavoro).

Il mondo ci chiede aiuto e il nostro interesse al riguardo è solamente mediatico, abbiamo trasformato la crisi climatica in un oggetto da vendere, un’idea solo di rappresentazione e senza valori al suo interno con il fine (forse) solo di vendere macchine elettriche. Ma bisogna dirlo, il nostro mondo non si salverà con una macchina a batterie, le quali hanno un valore inquinante immenso e che sono difficilmente riciclabili. Abbiamo bisogno di azioni concrete e di un cambio di veduta sulla nostra società.

Bisogna investire sul verde urbano, in primo luogo per la nostra salute ma anche perché gli investimenti sul verde urbano sono molto redditizi, nel 2020 in un servizio di Superquark, a cura di Paolo Magliocco e Francesca Marcelli, intervenne Silvano Fares ricercatore CNR, il quale sottolineò che un euro investito può tradursi in un ritorno economico fino a 5 euro per la zona limitrofa. Così si alimenta il lavoro, creando occasioni per le persone e sostenendo la società con occupazioni.

La transizione ecologica, infatti, non sarà il cambio di climatizzatore o il cappotto termico agli edifici, quello che dovrebbe essere in verità è il cambiamento di mentalità e la totale rivoluzione della società moderna. Cambiare il punto di vista sul come svolgere determinate azioni, cambiare idea sui lavori necessari. SI dovrebbero creare dei nuovi lavori che sostituiscano quelli vecchi che non serviranno più. avremo bisogno di figure professionali che siano attente alla salvaguardia del mondo. Si dovrà cambiare aspetto alle città e creare postazioni di lavoro che svolgano questi compiti. Oggi dovremmo traghettarci nel futuro, ma saremo in grado? E ci stiamo rendendo conto di ciò?

Verranno investiti 69,8 miliardi di euro in questo progetto, soldi con cui si possono fare moltissime cose giuste ma anche sbagliate. Dovremmo chiedere rigorosità nell’uso di questi fondi e controllo, un uso improprio sarebbe catastrofico.

Dovremmo guardarci un po’ intorno e capire che non siamo più colonizzatori o pionieri, siamo dei Guardiani e forse è ora di recepire il concetto.

Mobilitiamoci nei confronti di questa “Transizione Ecologica”, non avremo occasioni migliori.

Marco Saracini

Foto di Free-Photos da Pixabay

SuperQuark:

Conferenza :

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