David di Donatello 2021, premiazioni scandalose | Pausini vs Zalone

Articolo di Redazione: a cura di Matteo Saracini

Cominciamo con il chiederci quanto contino i David di Donatello nel panorama cinematografico: Poco, infatti sono soltanto una autocelebrazione del cinema nostrano ma senza aspirazioni di internazionalità o autorevolezza, al contrario degli Oscar, lontanissimi cugini d’oltreoceano. La cerimonia del 2021 poi, non ha fatto altro che confermare che anche questa manifestazione rappresenta il più delle volte molto bene gli aspetti più negativi del nostro Bel Paese. Molti dei premiati, tanto per cambiare, sono più delle volte “figli d’arte” come se il talento fosse qualcosa di trasmissibile geneticamente: e infatti se sei figlio di operai cerchi tutta la vita di togliertelo da dosso questo talento. Mi ricordo che mio padre, Autoriparatore da sempre, impeccabile nel suo lavoro di precisione e sporcizia sotto le unghie, ci ha messo anni per fare capire a me e ai miei fratelli che quel lavoro non era proprio adatto a noi: sbadati per gioventù, sempre a rischio di rimandare indietro le automobili più rotte che funzionanti, vanificando ogni guadagno se non addirittura trasformandolo in remissione. Invece se i tuoi genitori girano film, o fanno gli attori, allora hai un buon 90% di possibilità di aver ereditato quegli stessi geni che ti renderanno “bravo/a” (in Italia).

Esemplificativo è il caso di Laura Pausini, candidata nella categoria miglior canzone originale; lei,  cantante che alterna grandi qualità espressive a doti vocali discutibili, all’attivo circa 100 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, reduce da un Golden Globe per una canzone interamente in italiano (prima volta per l’Italia), nominata agli Oscar per la stessa canzone tutta in italiano (prima volta per l’Italia), torna in Italia come super ospite della serata dei David 2021: eppure non ottiene nessun premio . A vincere è Checco Zalone, talentuoso senza dubbio, ma incredulo lui stesso di aver vinto e infatti scherzosamente afferma “se lo sapevo venivo”. Eppure, non tutto è perduto, perché almeno proprio il vincitore della categoria ha cercato di rappresentare da sempre proprio quell’Italietta dei raccomandati, di chi senza né arte né parte passa avanti a tutti, dell’Italia al contrario che da sempre conosciamo: forse lui ha vinto proprio per rappresentare a posteriori quel tipo di Italia. Parliamoci chiaramente, ieri sera Laura Pausini serviva per fare ascolti, sbattuta da una parte all’altra di Roma (prima al teatro dell’opera di Roma, poi allo studio Fabrizio Frizzi) solo per tenere incollati allo schermo i suoi fan, per una serata che altrimenti avrebbe fatto il solito share da seconda serata.

Questo è solo l’esempio più emblematico della serata, seguito dal premio al documentario “Mi chiamo Francesco Totti”, anche qui premiazione molto discutibile (quasi al confine con l’immaginario), ieri sera molto più di altre volte una domanda ci sovviene: perché per rappresentarci all’estero scegliamo (o vengono scelti) dei film se poi in casa ne premiamo altri?

Tuttavia, consoliamoci con il riconoscimento come migliore attrice protagonista alla commovente Sofia Loren, magari nella categoria sbagliata (come per la Bellucci che ha ricevuto un David speciale e non ha capito nemmeno lei bene il motivo). Seppur sbigottiti negli occhi con l’immagine di una Sandra Milo che probabilmente credeva di stare a Sanremo ci lasciamo con la speranza di tempi migliori così come di David.

Matteo Saracini

foto da: https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2021/05/I-David-di-Donatello-su-Rai1-53d55f32-09f2-4834-bb6a-19d855e36e9e-ssi.html

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