La luce della Ragione contro le spinte del Terrore

Una riflessione storico-filosofica tra passato e presente

Articolo di REDAZIONE

Prendendo tra le mani il grande libro della storia dell’umanità è facile perdersi in un intreccio di pensieri e trame differenti, così complesse eppure così chiare se specchiate nel riflesso della società contemporanea. Personalità chiave si distinguono dal resto dei nostri predecessori per glorie e vittorie, ma quelle che ci interessano oggi tessono i fili della nostra conoscenza nell’ombra dei salotti letterari.  Sto parlando di filosofi come Locke e Montesquieu, che con i loro trattati hanno combattuto per istituire una società libera dai soprusi, dove regna la pace e il rispetto reciproco.

Molto dibattuta è la ricerca di una costituzione volta a raggiungere un bene comune : seppur con qualche discrepanza, i letterati hanno lottato con le loro idee per superare l’arbitrarietà,  ragionando su una legislazione che faccia rientrare tutti i cittadini in un contratto retto da leggi. Nulla di più attuale e scottante in un secolo come quello che stiamo vivendo, impegnato nella conquista dell’uguaglianza e della libertà di espressione, due principi sicuramente legati alla possibilità di far valere la propria opinione in un contesto universale. È quindi chiaro che le fondamenta della nostra quotidianità affondano le radici nel fermento della metà del ‘700, tra vicoli e strade europee dove un coro di uomini che credeva nel potere della ragione si è innalzato, creando un trampolino di lancio alle idee rivoluzionarie dell’Illuminismo.

I filosofi di questa corrente propongono la logica contrattuale come una possibile via di fuga dall’idea di uno stato assoluto che impone il suo volere attraverso l’uso del terrore, schierandosi apertamente contro figure come quella di Thomas Hobbes e la sua opera “Il Leviatano” (1651). Permettere al popolo di avere voce in capitolo riguardo Le scelte della comunità, di qualsiasi natura esse siano, pare la decisione più saggia: se gli uomini sono tutti uguali in quanto dotati di ragione, la prevaricazione non è giustificata.

Trecento anni più tardi, la nostra società sta ancora combattendo per riconfermare le logiche illuministiche, inserendole in un contesto mutevole e poco aperto al cambiamento: l’uguaglianza pare così scontata se letta con le parole di altri, ma guardando alla realtà dei fatti la strada da percorrere è ancora tortuosa e disseminata da ostacoli.

Ma il bicchiere è mezzo pieno, pronto a dissetare la sete di speranza: i primi passi che ci hanno portato ad avanzare lungo il cammino per raggiungere una stabilità universale sono stati compiuti, per quanto a volte ci si impegni a non vederli. La gioventù bruciata così spesso criticata è in realtà una folla di giovani brucianti dalla voglia di far valere valori di progresso e parità, menti che parlano la sola e unica lingua del rispetto reciproco. Le disparità vengono combattute con l’intelligenza e, seppur con la solita lentezza estenuante necessaria per sradicare una mentalità antiquata, pian piano sembra che si arrivi a comprendere che convivere civilmente con gli altri è l’unico modo per riuscire ad abitare questo mondo in serenità.

  Tutti devono aver la possibilità di far valere il proprio pensiero, ma vi sono dei limiti che se superati distruggono i vantaggi della libera espressione. Tra anarchia e ordine possiamo trovare la luce facendoci guidare dalle parole degli illuministi, e se l’uomo davvero dispone della ragione, non ci resta che credere nella sua abilità di usarla nel modo corretto, sognando un futuro brillante, ma soprattutto condiviso.

ARTICOLO A CURA DI NIKI OPRANDI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...