Donne che hanno scritto la storia: Märtha di Svezia, la Madre della Norvegia, “ultimo amore” di Roosevelt

If there is anyone who still wonders why this war is being fought, let him look to Norway.
If there is anyone who has any delusions that this war could have been averted, let him look to Norway; and if there is anyone who doubts the democratic will to win, again
I say, let him look to Norway.

Franklin D. Roosevelt, Look To Norway, 1942

Trovare delle informazioni sulla Principessa Märtha di Svezia, consorte del re Olav di Norvegia non è facile. Di lei è stato scritto ben poco, in italiano praticamente nulla. Non c’è spazio per tutti nel grande libro della Storia, e la memoria di molti uomini e innumerevoli donne è affidata esclusivamente alle cronache locali. Eppure la Principessa Märtha sembrerebbe essere stata una figura centrale della resistenza norvegese all’invasione tedesca.

Märtha Sofia Lovisa Dagmar Thyra nasce a Stoccolma il 28 marzo 1901, figlia del Re di Svezia e Norvegia. A quel tempo le due nazioni sono ancora unite sotto la stessa corona; ma quattro anni dopo la nascita di Märtha, la Norvegia riacquista l’indipendenza che aveva perso nel 1814, separandosi ufficialmente dalla Svezia e incoronando re il principe Carlo di Danimarca, con il nome di Haakon VII. Ma il destino delle due casate è quello di unirsi di nuovo: nel 1928, infatti, la Principessa viene promessa sposa a Olav, Principe ereditario del regno di Norvegia. Si tratta di una mossa politica, che distende ulteriormente i rapporti tra i dure regni: ma, stando alle cronache, quella tra Olav e Märtha sarà anche un’unione d’amore.

Elegante, raffinata, ma soprattutto brillante e socialmente impegnata, la Principessa Märtha seppe conquistarsi l’amore e il rispetto della Famiglia Reale e del popolo. Il suo impegno costante la portò anche a tenere diversi discorsi, cosa che all’epoca era inusuale per i membri femminili della famiglia reale.

La Seconda Guerra Mondiale

Il 9 aprile 1940 la Germania invade la Norvegia. Nonostante il Paese si fosse dichiarato neutrale, come la vicina Svezia, questo non basta a salvarla dalle mire di Hitler. La Norvegia infatti è strategicamente importante per la sua posizione e per i suoi porti. In particolare il porto di Narvik, dal quale vengono esportate grandi quantità di ferro provenienti dalle miniere svedesi, di cui la Germania ha bisogno. Quando la famiglia reale viene avvertita dell’invasione, non resta altra via che la fuga: Märtha e i suoi tre figli tornano quindi in Svezia.

Il loro soggiorno non sarà facile: la Svezia non entra nel conflitto e non vuole che la presenza di Märtha e soprattutto di suoi figlio, il piccolo Harald, legittimo erede al trono di Norvegia, destabilizzi la fragile zona sicura che la nazione si è costruita. Così il 12 agosto, quattro mesi dopo l’invasione, la Principessa e i figli scappano segretamente negli Stati Uniti.

Ad accogliergli c’è il Presidente degli Stati Uniti, Roosevelt, che aveva conosciuto il Principe Ereditario e la consorte nell’estate del 1939 e con cui aveva intessuto una cordiale amicizia. Oltre agli americani, ad attendere l’arrivo della Principessa Märtha ci sono anche migliaia di Norvegesi emigrati negli USA che seguono con il fiato sospeso quanto sta accadendo nella loro terra d’origine. La principessa lavorò instancabilmente, anche oltreoceano per la propria patria: si occupò dell’invio di aiuti e partecipò a operazioni di soccorso per i rifugiati. Il suo lavoro più notevole è stato con la Croce Rossa Americana, con cui lavorò in prima persona negli ospedali.

La famiglia reale poté tornare in Norvegia cinque anni dopo averla abbandonata: il 7 giugno 1945. Grazie all’impegno che aveva dimostrato negli anni della guerra, Märtha venne accolta con grande calore dal suo popolo, tanto da meritarsi l’appellativo di “Madre della Nazione“. Fu lei a tenere il Discorso di Capodanno nel 1946 e nel 1950.

Purtroppo però, la malattia si portò via troppo presto una donna che avrebbe potuto dare ancora molto alla sua terra: il 5 aprile 1954, Märtha di Svezia muore di cancro. Aveva solo 53 anni. Non riuscì mai a vedere il marito incoronato re: Olav succedette al trono solo nel 1957, senza l’amata moglie al fianco. Nonostante non fosse mai diventata ufficialmente regina di Norvegia, durante i funerali il Vescovo di Oslo, Johannes Smemo sembrerebbe aver detto “per lungo tempo nei nostri cuori è stata la nostra Regina, e lo sarà per sempre“.

Rumors di una storia d’amore con il Presidente Roosevelt

 Che tra la Principessa di Norvegia e il Presidente degli Stati Uniti corresse una grande amicizia è indubbio. Sul fatto che i due si siano amati però non c’è alcuna prova effettiva, né alcuna conferma ufficiale. Eppure anche all’epoca giravano “voci”, più o meno attendibili: il romanziere Gore Vidal, per esempio, riteneva che la principessa ereditaria fosse “l’ultimo amore” di Roosevelt. Persino James Roosevelt, il figlio del presidente, sostenne che ci fosse la reale possibilità che tra i due ci fosse stata una relazione romantica. Chiacchiere per sminuire l’importanza di una donna? O una profonda amicizia scambiata per altro? E quanto fu davvero importante il ruolo di Märtha di Svezia nell’andamento della Guerra? Forse non lo sapremo mai, ma sarebbe bello che qualcuno strappasse alle pieghe del tempo la figura di questa donna così particolare.

Articolo a cura di REDAZIONE

Foto via: Wikipedia

Fonte principale: The Royal House of Norway

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