Mascolinità tossica: calpestarla con i tacchi a spillo

Articolo di REDAZIONE

«La mascolinità tossica è uno dei modi in cui la società patriarcale danneggia gli uomini. »

                                                                                      (Mascolinità tossica – Wikisessualità)

Testa alta, spalle dritte e petto in fuori: le emozioni non sono ammesse, nessuna lacrima può rigare le vostre guance. Le faccende di casa? Una grande incognita, che tale deve restare, altrimenti chissà dove andremo a finire. Il prossimo passo quale sarebbe, indossare il grembiule?

Se accendete la tv, i pianti e i fazzolettini davanti ai film romantici vanno lasciati alle donne, fragili esserini da proteggere e stringere tra le braccia. E per carità, guardatevi bene dal mostrarvi deboli: l’uomo dev’essere forte, è stato creato per questo, animalesco e potente. Secolo dopo secolo, i pregiudizi e i luoghi comuni sul ruolo degli uomini nella società hanno scavato sempre più a fondo nelle nostre radici. Ne portano il fardello ancora oggi le nuove generazioni, che combattono contro chi punta il dito di fronte ad un bambino che gioca con le bambole. Tra le colorate aule degli asili, c’è a chi l’azzurro della camicetta veste stretto, ma il solo desiderio di indossare il rosa è visto come un affronto al suo essere un maschietto.

Una manciata di anni dopo, che non si pensi nemmeno di scegliere di dedicarsi alla casa e ai bambini: l’uomo deve lavorare, mantenere la famiglia, lucidare le medaglie d’onore. Crescendo, gli stereotipi si affermano: una serie di leggi tacitamente imposte dalla società patriarcale che ci stiamo lentamente e con difficoltà lasciando alle spalle.

Ma c’è chi questi cliché li calpesta indossando il miglior corpetto della Gucci, offuscandoli con le balze della gonna: Harry Styles sulla copertina di Vogue, uno dei tanti esempi della rivoluzione. Tra le file dell’esercito tutto al maschile dei sovversivi c’è chi sfoggia le unghie smaltate, chi sorride alle telecamere con gli occhi truccati e chi vanta l’ultimo modello di borsa griffata. Ma non si parla solo di copertine di magazine che stravolgono i luoghi comuni, la lotta alla mascolinità tossica si rispecchia anche nei racconti delle star: parliamo di celebrità come Justin Bieber, che senza risparmiarci il lato emotivo racconta gli sviluppi della sua vita privata. Basta guardare ai Maneskin, Achille Lauro, Fedez: alcuni nomi italiani che stanno spalleggiando attori internazionali come Timothée Chalamet, Ross Lynch e Tom Holland per i primi passi verso il progresso.

Portando fieramente avanti la causa sostenuta anche da Freddy Mercury e David Bowie, i ragazzi riescono ad affermarsi tali indipendentemente dagli outfit, dal trucco o dai comportamenti. Una lacrima non ti renderà meno virile, una passata di smalto non intaccherà la tua dignità: l’essere uomo si rispecchia nei fatti, non nell’apparenza.

Articolo a cura di NIKI OPRANDI

Foto di: Salvatore Mancuso

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