Eutrofizzazione: perché a volte mari e laghi si riempiono di alghe?

Articolo di redazione: a cura di Jerzy Piotr Kabala

Spesso in estate si sente parlare di tratti di mare o laghi invasi da alghe e mucillagini, ultimamente ha fatto particolare scalpore il caso del Mar di Marmara in Turchia. Le appariscenti fioriture algali che talvolta si sviluppano nei laghi o nelle acque costiere arrivano presto all’attenzione dell’opinione pubblica: costituiscono un serio problema, in quanto compromettono la balneabilità delle acque e possono causare la morte di pesci e altri organismi acquatici. Il fenomeno può avere conseguenze negative sulla biodiversità dell’area interessata e sui servizi ecosistemici forniti dal corpo d’acqua in questione, anche a lungo termine, soprattutto se si cronicizza. Ma quali sono i meccanismi alla base di tutto questo?

Gli oceani e i laghi costituiscono distese di acqua in grado di ospitare potenzialmente grandi quantità di plancton e macroalghe. Nonostante ciò, di solito la densità di questi produttori primari è limitata: infatti sebbene questi organismi provvedano alle proprie esigenze energetiche con la fotosintesi dipendono anche da diversi nutrienti minerali, che in acqua sono scarsi. Parliamo soprattutto di azoto e fosforo, detti macronutrienti perché sono componenti imprescindibili di molte molecole organiche e quindi necessari in gran quantità per sostenere l’accrescimento delle alghe. Spesso capita che l’uomo immetta questi elementi nelle acque inquinandole: parliamo di inquinamento organico dovuto agli scarichi civili, al pascolo di animali nel bacino acquifero (il carico di nutrienti presente nelle deiezioni animali verrà dilavato e finirà nel corpo idrico), all’agricoltura (i fertilizzanti in eccesso finiscono nella falda acquifera, o vengono dilavati nei corsi d’acqua adiacenti), agli allevamenti ittici e ad altre cause minori. Ogni corpo idrico in base alle sue caratteristiche ha un carico massimo di nutrienti che è in grado di sopportare. Se questo viene sforato rischia di eutrofizzarsi, cioè arricchirsi di nutrienti, con conseguenti cambiamenti nella biodiversità che lo popola.

Per quanto il termine “fioritura algale” non sembri avere una connotazione negativa, questo fenomeno ha molti effetti deleteri. In primo luogo, rende l’acqua torbida, di un colore giallastro, verde o rosso sgradevole alla vista. Alcune specie di alghe contengono molecole irritanti per l’uomo, per cui possono rendere l’acqua non balneabile e provocare irritazioni o allergie cutanee ai bagnanti. Le alghe tossiche possono compromettere anche la commestibilità del pesce che se ne nutre, colpendo economicamente i pescatori locali.

Le alghe, terminato il loro ciclo vitale, affondano e vengono decomposte. Gli organismi decompositori consumano l’ossigeno disciolto in acqua per ossidare la materia organica delle alghe, privandone quindi gli altri organismi. Così pesci e invertebrati sensibili alla mancanza di ossigeno si ritrovano in una situazione di grave stress, che se persiste nel tempo li può portare alla morte. Nel lungo termine questo porta a un’estinzione locale di specie sensibili, proprie di acque oligotrofe (cioè povere di nutrienti), che vengono sostituite da specie più tolleranti alla penuria di ossigeno. Le condizioni di anossia possono causare, nei fondali, delle reazioni chimiche in grado di liberare ulteriori nutrienti. Questi possono quindi aggravare il fenomeno, rafforzando la condizione di eutrofizzazione del bacino idrico. Le acque sono una risorsa di primaria importanza per l’uomo e per questo ad oggi in Italia esistono leggi per cui la loro qualità viene monitorata. Nonostante questo, l’uomo con la sua attività costituisce una pressione costante su questi ambienti, che talvolta arrivano a subire vere e proprie catastrofi da un punto di vista ecologico. L’eutrofizzazione è solo uno dei tanti problemi che minacciano gli ambienti acquatici e la loro biodiversità. Per fortuna però esiste anche la consapevolezza di queste criticità, che negli anni ha portato alla creazione di strumenti legislativi per la protezione delle acque e mobilita le persone a rispettare gli ambienti dai quali direttamente o indirettamente dipendono.

Jerzy Piotr Kabala

Se vuoi saperne di più sulle alghe nel Mar di Marmara:

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2021/06/17/turchia-mucillagine-in-mare-raccolti-3-mila-metri-cubi_1e290519-5459-4e4e-baaa-1c56d5c73b19.html

Foto copertina: Jerzy Piotr Kabala

Foto 2: https://pixabay.com/photos/rocks-seaweed-boat-nature-beach-2225055/

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