Onde Gravitazionali: perché la Sardegna come miglior candidata per l’Einstein Telescope?

Articolo di Redazione: a cura di Davide Fiacco

Con la verifica sperimentale dell’esistenza delle onde gravitazionali, annunciata l’11 febbraio 2016, è iniziata una nuova branca dell’astrofisica sperimentale.

Lo studio è stato reso possibile grazie alla collaborazione di due esperimenti: VIRGO in Italia e LIGO negli Stati Uniti. Quest’ultimo è colui che ha materialmente effettuato la rivelazione, il 14 settembre 2015.

In questi anni i due esperimenti hanno ovviamente continuato a prendere misure e a fare rilevamenti. Tuttavia, ora che l’esistenza di questo nuovo messaggero è indiscussa, c’è bisogno di nuove apparecchiature che siano più sensibili ed avanzate, che ci permettano di ascoltare tutti i segreti che le onde gravitazionali sono in grado di bisbigliarci. Per questo motivo è nato il progetto dell’Einstein Telescope, il quale sarà un gigantesco interferometro triangolare sotterraneo.

Questo esperimento permetterà agli scienziati di studiare le onde gravitazionali con una sensibilità nuova, aprendo le porte all’astronomia gravitazionale di precisione.

I bracci del triangolo che formerà lo scheletro dell’interferometro saranno lunghi 10km, e si andranno a collocare tra i 100 ed i 300 metri di profondità. É estremamente importante costruire un tale macchinario nel sottosuolo, in questo modo lo si isola dal rumore di fondo delle onde sismiche.

Attualmente non è ancora certo dove l’E.T. verrà costruito, perché i diversi stati europei stanno cercando di accaparrarsi l’importante quantità di lavoro, fondi ed opportunità che ne conseguirà.

Tra i due siti più probabili c’è “Sos Enattos”, in provincia di Nuoro, Sardegna. Se effettivamente venisse scelto, si è calcolato che questa sarebbe un’opportunità di sviluppo e crescita per il territorio senza precedenti.

Con investimento iniziale che si aggira attorno ai 6 miliardi di euro, i 9 anni di costruzione dell’esperimento e di tutte le infrastrutture connesse, porterebbero una mole enorme di lavoro locale. E le premesse per questa scelta ci sono tutte. Sos Enattos, infatti, è uno dei luoghi più silenziosi della Terra, in quanto l’attività sismica di disturbo è praticamente nulla.

Inoltre, nel sito è presente un vecchio complesso minerario, che permetterebbe di risparmiare molto del lavoro e del tempo impiegato negli scavi.

Non possiamo far altro che sperare che il tutto si concluda per il meglio, riuscendo così a trovare un ottimo compromesso tra sviluppo sociale, economico e progresso scientifico.

Davide Fiacco

Foto di David Mark da Pixabay

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