Come ottenere il “superbonus del 110%”?

Articolo di Andrea e Marco Saracini

Ecobonus, Sismabonus, Superbonus. Tre termini che hanno provocato involontariamente un certo scompiglio da luglio 2020, quando il decreto Rilancio introdusse tali misure.

In realtà, il Superbonus contiene gli altri due, ma sono tutti “al 110%”: è il valore delle detrazioni fiscali sulle spese sostenute per interventi di isolamento termico, sostituzione di impianti di riscaldamento e adeguamento antisismico in condomini o singole abitazioni, entro il 2022/2023. Dunque, cose che fanno bene all’ambiente e a noi ed in più, praticamente, i lavori sono gratis, anzi: ci si ricava pure un 10% in detrazione!

Tutto molto bello, se non fosse per la confusione vigente a livello normativo: solo di recente il decreto Semplificazioni ha introdotto modifiche sostanziali alla disciplina come, ad esempio, l’utilizzo della sola CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata) per poter velocizzare l’avvio dei cantieri anche in situazioni complesse come un condominio.

Tuttavia, la situazione rimane parecchio intricata e sembra ancora difficile trovare professionisti disposti ad assumere incarichi. Tralasciando le questioni economiche e per semplificare, i problemi sono principalmente due: innanzitutto, la necessità di adeguata copertura assicurativa per clienti e figure chiave della questione, ovvero il tecnico asseveratore ed il professionista che si occupa di rilasciare il visto di conformità fiscale. Non tutti, quindi, vogliono correre il rischio di finire invischiati in spiacevoli questioni legali, magari a causa di un errore di incomprensione della normativa che potrebbe sfociare, anche a distanza di anni, in multe o altre sanzioni.

In secondo luogo, per la conformità urbanistica e edilizia è necessario verificare che lo stato di fatto di un edificio corrisponda perfettamente con il titolo abilitativo riguardante la costruzione ed i successivi interventi: tale verifica non è per nulla facile, specialmente quando si ha a che fare con vecchi edifici, magari ante 1967, modificati più e più volte senza denunciare la cosa, in abuso.

A tutto ciò si aggiunge anche un’altra, drammatica, emergenza: la carenza di materie prime che sta colpendo l’industria a livello globale. Rame, ferro, acciaio, tanto per rimanere in tema edilizio. Dunque, cambiare infissi per installare delle belle finestre in alluminio a taglio termico è diventato difficile, con tempi di attesa molto lunghi.

Per ricapitolare: nel momento in cui dovremmo iniziare la tanto agognata transizione verso un futuro a basso impatto energetico i modi rimangono come al solito quelli sbagliati. La burocrazia ci rema contro e questi bonus non hanno per nulla spiccato il volo e ormai, a meno di una nuova proroga, siamo agli sgoccioli per poter usufruire di questa occasione. Se inoltre, ad aggravare tutto ciò c’è la crisi di materie prime di ogni tipo, argomento poco discusso in Italia ma che nel mondo sconvolge i mercati e sta creando molta apprensione, la situazione nel breve termine risulta per nulla confortante, soprattutto nell’ottica dello sfruttamento dell’ambiente, dove ormai quest’ultimo inizia a darci segnali sempre più concreti di cedimento.

Il 29 luglio 2021 è stato l’Earth Overshoot Day (argomento trattato in un articolo precedente, link), il giorno del superamento terrestre che simboleggia l’esaurimento delle risorse rinnovabili prodotte dal pianeta durante l’anno, per la seconda volta nella storia questa data è caduta nel mese di luglio (la prima volta nel 2019). Nel 2020 a causa della pandemia la data fatidica fu il 22 agosto, mai nella storia nel giro di soli due anni questa data è regredita così tanto. Questi dati dovrebbero farci capire quanto stiamo mettendo sotto stress il nostro pianeta, attraverso ecologia superficiale e politiche di sostenibilità debole.

Con i soldi ormai stanziati e l’urgenza nell’andare incontro al cambiamento dovremmo combattere affinché lo Stato semplifichi la burocrazia dietro l’ecobonus, permettendo alle figure competenti di svolgere il proprio lavoro senza problematiche varie. Dovremmo mobilitarci perché questa occasione possa essere usufruibile dal più ampio numero di persone possibile (sempre nel rispetto delle regole e delle norme di sicurezza). La società deve cambiare e avere una visione ecologica profonda e una politica di sostenibilità forte, dovremmo ricostruire tutta la nostra esistenza intorno a questi concetti e generare così un nuovo modello di vita.  Si creeranno nuove professioni, nuovi posti di lavoro, nuova ricchezza, molta più salute e benessere esistenziale.

Tra cinquant’anni ricorderemo tutto questo come un’occasione persa o come la più grande opportunità mai colta?

Andrea Saracini e Marco Saracini

Foto di <a href=”https://pixabay.com/it/users/beesmurf-6000100/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=2651587“>B

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